Fallimento come terra di rinascita: il Counseling come spazio per so-stare

“Non è vero che la felicità significhi una vita senza problemi. La vita felice viene dal superamento dei problemi, dalla lotta contro i problemi, dal risolvere le difficoltà, le sfide. Si raggiunge la felicità quando ci si rende conto di riuscire a controllare le sfide poste dal fato” così afferma il filosofo e psicologo sociale Zygmunt Bauman.

Sentire e comprendere le proprie emozioni, agire con coraggio (der. del lat. tardo coratum, forma pop. di corcordis ‘cuore’) e prestare attenzione alle proprie risorse dandosi il permesso di chiederne altre al contesto, può aiutare le persone a decidere come disegnare il cammino che le porti dai fallimenti alle rinascite.

Il tema di questo breve articolo accosta due vocaboli che, apparentemente, possono risultare in antitesi o, perlomeno, le emozioni e le sensazioni che suscitano lo possono essere: fallimento e rinascita.

Il primo – fallimento – può far esperire disperazione, tristezza, depressione, ansia, rabbia, paura, vergogna, imbarazzo; il secondo – rinascita – apre uno spiraglio di luce, di speranza, l’inizio di una gioia, felicità, libertà, soddisfazione, gratificazione.

Lo spazio-tempo nel quale l’uomo vive, quindi, la “terra”, fa da ponte e suona come rilassante e rassicurante, un luogo nel quale l’uomo può lasciar la propria impronta. Uno spazio-tempo nel quale l’essere umano viene accolto e nel quale può sperimentare, amare, sbagliare, progettare, creare nuova vita, immaginare, costruire, ferire, compiere errori e chissà quanto altro ancora. La terra è lo spazio in cui le persone compiono il loro viaggio: un percorso di vita fatto di eventi, avvenimenti, storie, successi, fallimenti, vittorie e sconfitte, incontri e relazioni.

E come viene vissuto questo spazio-tempo nel presente, nel qui ed ora?

La difficoltà dell’esperienza umana, e a mio avviso la meraviglia al tempo stesso, è allenare e sviluppare quotidianamente la nostra capacità di stare, di so-stare, vivere, compiere, realizzare e affrontare tutto questo con coscienza, essendoci, stando presenti a noi in quel momento, così da creare, in ogni istante lo si voglia e lo si desideri, una possibile terra di rinascita partendo dal fallimento.

Una delle modalità possibili? La sosta nelle proprie autentiche emozioni è la fonte dalla quale estrapolare e scovare nuove e diverse risorse per dar vita a una rinascita. Il fallimento può essere, quindi, terra di rinascita nel momento in cui la persona ha assaporato il dolore e la sofferenza (o la rabbia o il disgusto) e ne ha dato un senso, un suo significato.

È l’esperienza del fallimento e il significato a questo conferito che aiuta l’uomo a scoprire nuove e diverse risorse e gli rendere visibile la nuova terra di rinascita da esplorare e sulla quale desidera poggiare i piedi. Solo così egli avrà la spinta da dentro e si muoverà in prima persona verso il cambiamento e l’evoluzione così che la “sconfitta” possa essere occasione e terra, appunto, di rinascita. Come scriveva, infatti, Rollo May “La sofferenza è una delle forze potenzialmente più creative presenti in natura (…) così come la perla è il frutto del tentativo dell’ostrica di adattarsi all’irritazione dovuta al granello di sabbia (…)”.

Nella mia esperienza un percorso di counseling può essere il mezzo grazie al quale quel “so-stare” viene allenato, nel qui ed ora, nelle difficoltà quotidiane, nei pensieri che abitano il nostro presente, nelle sensazione che oggi il nostro corpo ci fa sentire. Qui, oggi, adesso per (ri)scoprire risorse utili per il nostro benessere.

Scopri anche: